Cos’è il varicocele pelvico
Il varicocele pelvico femminile, noto anche come sindrome da congestione pelvica (Pelvic Congestion Syndrome – PCS), è una condizione caratterizzata dalla dilatazione patologica delle vene pelviche, in particolare delle vene ovariche e parametriali.
Questa alterazione del drenaggio venoso può determinare dolore pelvico cronico, spesso sottovalutato o misconosciuto, con un impatto significativo sulla qualità di vita.
È una patologia più frequente nelle donne in età fertile, soprattutto pluripare.
Perché il varicocele pelvico causa dolore
L’insufficienza delle vene pelviche provoca:
- stasi venosa
- aumento della pressione locale
- congestione dei plessi venosi pelvici
Questi meccanismi sono responsabili di:
- dolore pelvico sordo e persistente
- peggioramento dei sintomi in ortostatismo
- aumento del dolore durante o dopo i rapporti sessuali (dispareunia)
- sintomi accentuati nel periodo premestruale
Sintomi più comuni
Il varicocele pelvico può manifestarsi con:
- dolore pelvico cronico da oltre 6 mesi
- senso di peso o tensione pelvica
- dolore lombare o inguinale
- dispareunia
- peggioramento serale dei sintomi
La variabilità dei sintomi rende spesso complessa la diagnosi.
Diagnosi del varicocele pelvico
La diagnosi richiede un approccio integrato che può includere:
- visita ginecologica
- ecografia transvaginale con Doppler
- TC o RM pelvica
- flebografia pelvica (gold standard diagnostico e terapeutico)
È fondamentale escludere altre cause di dolore pelvico cronico.
Trattamenti tradizionali
Le opzioni tradizionali comprendono:
- terapia farmacologica
- trattamento ormonale
- approcci chirurgici
Tuttavia, questi trattamenti possono risultare poco efficaci o invasivi.
Oggi in molti casi è possibile evitare tutto ciò sottoponendosi a un intervento mininvasivo.

Cos’è l’embolizzazione del varicocele pelvico
L’embolizzazione del varicocele pelvico è una procedura di radiologia interventistica che consente di trattare la congestione venosa in modo mininvasivo e mirato.
Attraverso un accesso venoso percutaneo, il radiologo interventista raggiunge le vene patologiche e le occlude selettivamente, eliminando il reflusso responsabile dei sintomi.
Come funziona l’embolizzazione del varicocele pelvico
La procedura prevede:
- accesso venoso (femorale o giugulare)
- cateterismo selettivo delle vene ovariche e pelviche
- embolizzazione mediante spirali metalliche e/o agenti sclerosanti
Questo consente la riduzione della pressione venosa e il miglioramento dei sintomi.
Fertilità e ciclo mestruale
L’embolizzazione non compromette la funzione ovarica né il ciclo mestruale nella maggior parte dei casi.
La valutazione è sempre personalizzata.

Quando embolizzare il varicocele?
La procedura è indicata nelle pazienti con:
- dolore pelvico cronico persistente
- diagnosi di varicocele pelvico documentata
- fallimento delle terapie conservative
In ogni caso l’eventuale indicazione necessita sempre di una visita ginecologica e radiologica interventistica.
Vantaggi dell’embolizzazione rispetto alla chirurgia
L’embolizzazione offre numerosi vantaggi:
- assenza di incisioni chirurgiche
- anestesia locale
- procedura ambulatoriale o day-hospital
- rapido recupero
- ridotto rischio di complicanze
- elevata percentuale di miglioramento sintomatologico
La procedura non esclude la possibilità di interventi chirurgici futuri, se necessari.
Come si svolge la procedura
La sclero embolizzazione del varicocele prevede:
- accesso venoso mini-invasivo (solitamente femorale)
- angiografia della vena ovarica
- sclero-embolizzazione
Durata media: 60-90 minuti
Il paziente rimane in osservazione per poche ore e può rientrare a casa lo stesso giorno.
Possibili effetti collaterali e sicurezza
L’embolizzazione del varicocele è una procedura sicura se eseguita da operatori esperti. Possibili eventi transitori includono:
- dolore pelvico lieve
- nausea
- febbricola
Le complicanze maggiori sono rare.
Tempi di recupero e risultati
Dopo l’embolizzazione:
- evitare sforzi addominali/rapporti sessuali per 7-10 giorni
- il dolore pelvico tende a ridursi progressivamente
- la ripresa delle attività quotidiane è rapida
- il miglioramento può essere graduale nelle settimane successive
I risultati variano in base alle condizioni di partenza e all’età del paziente. Il tasso di successo tecnico supera il 90%.
Come funziona l’embolizzazione del varicocele
Visita Radiologica Interventistica
l primo passo consiste in una visita radiologica interventistica per individuare la migliore strategia terapeutica per ciascun caso.
In tale sede il medico raccoglie l’anamnesi del paziente, valuta la documentazioni clinica già in possesso e richiede gli eventuali ulteriori esami a completamento.
Pre-ricovero
Il giorno prima dell’intervento il paziente effettua gli esami propedeutici all’intervento (esami ematici, coagulazione).
In alternativa gli stessi esami possono essere effettuati esternamente.
Intervento
In questa fase un radiologo interventista, dopo aver disinfettato e anestetizzato la cute, pungerà una vena, solitamente all’inguine, con un ago sottile.
Attraverso questo ago inserirà un filo-guida e poi un minuscolo tubicino che sarà condotto sotto guida fluoroscopica (raggi X) attraverso le vene fino a raggiungere quelle che riforniscono il varicocele.
Una volta che il catetere sarà nella giusta posizione, verrà iniettato il farmaco sclerosante al fine di bloccare il flusso ematico.
Il paziente rimane in osservazione alcune ore e torna a casa in giornata.
FAQ – Embolizzazione del varicocele
L’embolizzazione del varicocele può evitare l’intervento chirurgico?
In molti casi rappresenta un’alternativa efficace alla chirurgia.
Il miglioramento è progressivo nei mesi successivi.
Che differenza c’è tra embolizzazione e sclero-embolizzazione del varicocele?
Nessuna, la procedura è la stessa e i due termini sono sostanzialmente sinonimi.
La procedura è dolorosa?
La procedura è ben tollerata e viene eseguita in anestesia locale; il dolore post-procedura è generalmente minimo e controllabile con terapia analgesica.
Come devo prepararmi per l’embolizzazione del varicocele?
Alcuni farmaci, se in terapia, vanno interrotti o ridotti nel dosaggio, dovrà discuterne con il medico. Dovrà digiunare almeno per sei ore prima della procedura, mentre l’acqua può essere assunta con i suoi farmaci abituali.
Il varicocele pelvico è frequente?
È probabilmente sottodiagnosticato.
Il varicocele può tornare?
Le recidive sono possibili ma poco frequenti.
Dove posso sottopormi all’embolizzazione del varicocele pelvico?
La procedura viene eseguita in centri di radiologia interventistica specializzati, anche in Liguria, a Genova e Savona, nell’ambito di percorsi dedicati.
Disclaimer
Le informazioni presenti hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono il parere del medico curante o dello specialista.
Se presenti sintomi compatibili con questa patologia o desideri sapere se sei un candidato alla procedura, è possibile richiedere una valutazione specialistica nell’ambito di un percorso condiviso con il medico curante.

