Embolizzazione delle arterie prostatiche (PAE) – Terapia mininvasiva per l’ipertrofia prostatica benigna (IPB)

Cos’è l’ipertrofia prostatica benigna (IPB)

L’IPB è una condizione molto frequente negli uomini sopra i 50 anni e consiste in un aumento benigno del volume della prostata.
Con la crescita della ghiandola, l’uretra prostatica viene progressivamente compressa, causando i cosiddetti LUTS (Lower Urinary Tract Symptoms), con un impatto significativo sulla qualità di vita.

L’IPB è una patologia benigna, ma deve essere sempre distinta da condizioni neoplastiche.

Sintomi urinari associati all’IPB

  • difficoltà a iniziare la minzione
  • getto urinario debole
  • sensazione di svuotamento incompleto
  • aumento della frequenza urinaria
  • nicturia
  • urgenza minzionale

Nei casi più avanzati possono comparire ritenzione urinaria e infezioni ricorrenti.

Quando i sintomi diventano moderati o severi e non rispondono alla terapia medica, può essere indicato un trattamento interventistico.

Trattamenti tradizionali dell’IPB

Il trattamento dell’ipertrofia prostatica prevede:

  • terapia farmacologica (alfa-litici, 5-alfa-reduttasi)
  • chirurgia endoscopica (TURP – HoLEP – GreenLight Laser – Rezum )
  • chirurgia a cielo aperto nei casi selezionati

Sebbene efficaci, queste opzioni possono non essere tollerate da tutti i pazienti o essere associate a effetti collaterali, in particolare sulla sfera sessuale.

Le tecniche endoscopiche (TURP o simili) infatti possono comportare complicanze come l’infezione e il sanguinamento. Inoltre, in circa l’1-3% dei soggetti sviluppa una condizione di incontinenza urinaria.

Tali procedure possono anche causare una disfunzione erettile permanente o eiaculazione retrograda, una condizione nella quale i soggetti operati eiaculano sperma nella vescica invece che all’esterno attraverso l’uretra.

Oggi, grazie alla radiologia interventistica, è possibile in casi selezionati evitare tali rischi con risultati molto spesso sovrapponibili alle tecniche urologiche.

Cos’è l’embolizzazione delle arterie prostatiche (PAE)

La PAE (Prostatic Artery Embolization) è una procedura di radiologia interventistica indicata per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB) sintomatica.


Si tratta di una terapia mininvasiva che riduce il volume della prostata e migliora i sintomi urinari, rappresentando un’alternativa alla chirurgia, in particolare alla TURP (resezione transuretrale della prostata) o alle altre tecniche resettive(HoLEP – GreenLight Laser – Rezum).

La PAE viene eseguita sotto guida radiologica, senza incisioni chirurgiche, e consente un recupero rapido, con un impatto limitato sulla qualità di vita.

Come funziona l’embolizzazione delle arterie prostatiche

La PAE si basa sull’embolizzazione selettiva delle arterie che irrorano la prostata ipertrofica.
Attraverso un accesso arterioso mini-invasivo (solitamente femorale), il radiologo interventista raggiunge le arterie prostatiche con microcateteri dedicati e le occlude selettivamente mediante micro-particelle o cianoacrilato.

La riduzione dell’afflusso di sangue determina:

  • ischemia controllata del tessuto prostatico
  • progressiva riduzione del volume della ghiandola
  • miglioramento dei sintomi urinari

Il trattamento è mirato e preserva le strutture circostanti.

Embolizzazione prostatica e funzione sessuale

Uno dei principali vantaggi della PAE è la preservazione della funzione sessuale, con un basso rischio di:

  • disfunzione erettile
  • eiaculazione retrograda

Questo aspetto è particolarmente rilevante nei pazienti più giovani.

Quando è indicata l’embolizzazione delle arterie prostatiche (PAE)

La PAE è indicata in pazienti che presentano:

  • età ≥ 50 anni
  • volume prostatico ≥ 60 cc
  • sintomi urinari moderati–severi (LUTS)
  • indicazione a intervento ( TURP o simili )
  • mancata risposta o intolleranza alla terapia medica
  • rifiuto o controindicazione alla chirurgia invasiva

Condizione indispensabile è l’assenza di neoplasia prostatica, documentata mediante:

  • RM multiparametrica in caso di PSA elevato
  • Eventuale biopsia prostatica

In ogni caso l’eventuale indicazione necessita sempre di una visita radiologica interventistica e, se necessario, confronto con il medico curante e lo specialista clinico di riferimento.

Vantaggi della PAE rispetto alla chirurgia

La PAE offre numerosi vantaggi:

  • assenza di incisioni chirurgiche
  • anestesia locale o blanda sedazione
  • ridotto rischio di sanguinamento
  • preservazione della funzione sessuale ed eiaculatoria
  • rapido recupero funzionale
  • possibilità di trattamento anche in pazienti fragili o con comorbidità

Inoltre, la procedura non preclude eventuali interventi chirurgici futuri (es. TURP).

Come si svolge la procedura

La PAE prevede:

  1. accesso arterioso mini-invasivo (solitamente femorale)
  2. studio angiografico delle arterie prostatiche
  3. embolizzazione selettiva bilaterale
  4. controllo finale angiografico

Durata media: 60–120 minuti

Il paziente rimane in osservazione per una notte.

Effetti collaterali e sicurezza

La PAE è considerata una procedura sicura se eseguita in centri esperti.
Possibili effetti transitori includono:

  • disuria
  • lieve dolore pelvico
  • aumento temporaneo della frequenza urinaria
  • febbricola

Le complicanze maggiori sono rare e la maggior parte dei pazienti riprende le normali attività in pochi giorni.

Tempi di recupero e risultati

Dopo la PAE:

  • la dimissione avviene generalmente entro 24 ore
  • il ritorno alle normali attività è rapido
  • il miglioramento dei sintomi è progressivo nelle settimane successive e progredisce nei mesi successivi

Numerosi studi dimostrano un miglioramento significativo dei LUTS e della qualità di vita nella maggior parte dei pazienti selezionati.

Come Funziona l’Embolizzazione delle arterie prostatiche (PAE)

Visita Radiologica Interventistica

l primo passo consiste in una visita radiologica interventistica per valutare le condizioni della prostata e individuare la migliore strategia terapeutica per ciascun caso.

In tale sede il medico raccoglie l’anamnesi del paziente, valuta la documentazioni clinica già in possesso ed effettua gli eventuali ulteriori esami a completamento (es. Ecografia dell’apparato urinario).

Sebbene la procedura sia generalmente ben tollerata e gravata da un tasso di complicanze molto inferiore alla chirurgia tradizionale non tutti i pazienti potrebbero essere candidati.

Ricovero

Il giorno stabilito per l’intervento o il giorno prima il paziente effettua gli esami propedeutici all’intervento (esami ematici, coagulazione).

In base al centro e al paziente l’intervento può prevedere una o due notti di ricovero.

Intervento

In questa fase un radiologo interventista, dopo aver disinfettato e anestetizzato la cute,
pungerà un’arteria all’inguine con un ago sottile.

Attraverso questo ago inserirà un filo-guida e poi un minuscolo tubicino (microcatetere) che sarà condotto sotto guida fluoroscopica (raggi X) attraverso le arterie fino a raggiungere quelle che riforniscono la prostata.

Una volta che il catetere sarà nella giusta posizione, verranno iniettate delle sostanze (microparticelle o cianoacrilato) al fine di bloccare il flusso ematico.

L’intera procedura durerà tra una e due ore e la dimissione solitamente la mattina dopo.

FAQ – Embolizzazione prostatica (PAE)

L’embolizzazione prostatica può evitare la TURP?

In molti pazienti selezionati rappresenta un’alternativa efficace e definitiva. In ogni caso, non preclude la possibilità di sottoporsi successivamente a TURP.

La PAE è adatta a tutti i pazienti con Ipertrofia Prostatica Benigna ( IPB ) ?

No, è sempre necessaria una visita radiologica interventistica per valutare caso per caso le indicazioni.

La procedura è dolorosa?

Viene eseguita in anestesia locale; il dolore post-procedura è generalmente lieve e transitorio.

Come devo prepararmi per la procedura?

Alcuni farmaci vanno interrotti o ridotti nel dosaggio, dovrà discuterne con il suo curante. Dovrà digiunare almeno per sei ore prima della procedura, mentre l’acqua può essere assunta con i suoi farmaci abituali.

La funzione sessuale viene preservata?

Nella maggior parte dei casi sì.

A quali rischi vado incontro?

Ematomi o sanguinamenti possono verificarsi nel punto di accesso cutaneo. Molto raramente, ulteriori trattamenti possono essere necessari per risolvere le complicanze del sito d’ingresso cutaneo.

Dove posso sottopormi all’embolizzazione delle arterie prostatiche (PAE)?

La PAE viene eseguita in centri di radiologia interventistica specializzati, anche in Liguria, a Genova e Savona, nell’ambito di percorsi dedicati.

Nota informativa

Le informazioni presenti hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono il parere del medico curante o dello specialista.

Se presenti sintomi compatibili con questa patologia o desideri sapere se sei un candidato alla procedura, è possibile richiedere una valutazione specialistica nell’ambito di un percorso condiviso con il medico curante.

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